Parole di origine araba in italiano e portoghese, per radice
Zucchero e açúcar, magazzino e armazém, tariffa e tarifa: le parole arabe dell’italiano e del portoghese raggruppate per radice, con fonti e l’articolo al-.
· Scritto da Amaan
Quali parole arabe conosce già chi parla italiano o portoghese?
Centinaia, soprattutto parole del cibo, del commercio, del mare e della scienza: zucchero e açúcar (سُكَّر), magazzino e armazém (مَخْزَن), tariffa e tarifa (تَعْرِيف), cifra e zero (صِفْر). Il portoghese ne ha molte di più, spesso con l’articolo arabo ancora attaccato, come azeite (زَيْت, olio) e arroz (أَرُزّ, riso). Raggruppate per radice, una parola nota apre una famiglia: تَعْرِيف sta accanto a عَرَفَ (sapere, conoscere) e مَعْرِفَة (conoscenza).
I numeri pubblicati misurano cose diverse: Carolina Michaëlis de Vasconcelos stimava circa mille parole portoghesi di origine araba, António Houaiss ne contava almeno 800 sulle 3.000–3.200 del portoghese antico, e la voce Treccani sull’italiano non dà un totale.
Le strade sono diverse: il portoghese ha preso le sue parole da secoli di arabo parlato nell’ovest della penisola iberica; l’italiano soprattutto dalla Sicilia araba (827–1091), dal commercio di Venezia, Genova e Pisa e dalle traduzioni latine della scienza araba.
Il portoghese spesso ha tenuto l’articolo arabo: azeite da الزَّيْت, arroz da الأَرُزّ, açúcar da السُّكَّر, armazém da المَخْزَن. L’italiano di solito l’ha lasciato cadere: zucchero, magazzino.
Raggruppare per radice trasforma una parola in una famiglia: tariffa e tarifa vengono da تَعْرِيف, radice ع·ر·ف, la stessa di عَرَفَ (sapere) e مَعْرِفَة (conoscenza).
I significati si sono spostati: dogana e aduana vengono da دِيوَان, registro o ufficio; ammiraglio e almirante da أَمِير, comandante, e nella parola araba il mare non c’è.
Riconoscere un prestito è un vantaggio, non è ancora leggere: un testo arabo richiede sempre l’alfabeto, le vocali, gli schemi delle parole e le desinenze.
Quante parole arabe ci sono in italiano e in portoghese?
Un numero affidabile non esiste, perché i conteggi pubblicati misurano cose diverse. Per il portoghese, il servizio linguistico Ciberdúvidas cita la filologa Carolina Michaëlis de Vasconcelos: circa mille parole di origine araba. Il lessicografo António Houaiss contava almeno 800 parole arabe sulle 3.000–3.200 del portoghese antico, circa un quarto di quel lessico. Il Dicionário de Arabismos di Adalberto Alves (2013) arriva a 18.073 termini perché conta anche le forme derivate e indirette.
Per l’italiano non c’è una cifra di riferimento paragonabile. La voce «Arabismi» di Marco Mancini nell’Enciclopedia dell’Italiano Treccani (2010) descrive da dove sono arrivate le parole e in quali campi si trovano, ma non dà un totale. La differenza fra le due lingue si vede anche senza numeri: gli arabismi italiani si concentrano nel commercio, nel mare, nel cibo e nella scienza, quelli portoghesi in cucina, in casa, nel villaggio e sulla carta geografica.
Ciberdúvidas aggiunge un confronto: lo spagnolo ha circa il doppio delle parole arabe del portoghese, e la risposta lo lega alle date. Il dominio arabo nell’attuale Portogallo finì nel 1250, mentre Granada cadde solo nel 1492. Le cifre divergono perché le unità divergono: lemmi del dizionario, forme derivate, parole vive o ormai antiquate. Questo articolo non propone un conteggio suo.
Perché raggruppare i prestiti per radice araba?
Una radice araba è un gruppo di consonanti, di solito tre, che porta un significato di base; la maggior parte delle parole nasce inserendo la radice in uno schema. Raggruppare i prestiti per radice mostra parole arabe mai studiate che però si leggono già a metà, perché un membro della famiglia lo possiedi già.
Prendi ع·ر·ف. Treccani fa risalire tariffa all’arabo taʿrīfa, «notificazione, informazione», e il portoghese tarifa ha la stessa origine. Nel dizionario di Fasaha تَعْرِيف (definizione; notificazione) sta insieme a عَرَفَ (sapere, conoscere), مَعْرِفَة (conoscenza) e مَعْرُوف (noto, conosciuto). Un listino prezzi, insomma, è qualcosa che si rende noto.
Prendi خ·ز·ن, la radice del conservare. Treccani deriva magazzino da مَخَازِن, plurale di مَخْزَن, da un verbo che significa «conservare, immagazzinare»; il portoghese armazém mantiene l’articolo: المَخْزَن. Lo schema مَفْعَل forma nomi di luogo, il posto in cui l’azione avviene. Lo stesso schema dà مَكْتَب (ufficio; scrivania), il luogo dello scrivere, e مَطْعَم (ristorante), il luogo del mangiare.
Prendi ش·ر·ب, la radice del bere. Treccani deriva sciroppo, attraverso il latino medievale sirupus, dall’arabo sharāb, «bibita»; il portoghese xarope viene dalla stessa parola, شَرَاب. Il verbo è شَرِبَ, bere, uno dei primi verbi che si incontrano.
L’articolo al-: il portoghese l’ha tenuto, l’italiano no
Molte parole portoghesi di origine araba cominciano con a- o al- perché l’articolo determinativo arabo, اَلْ, è stato preso in prestito insieme al nome. Davanti a circa metà delle consonanti arabe la l dell’articolo si pronuncia come la consonante che segue: az-zayt, ar-ruzz, as-sukkar. Per questo il portoghese dice azeite, arroz e açúcar, e per questo la lista di Wikipedia delle parole portoghesi di origine araba osserva che quasi tutte si riconoscono dall’inizio in a(l)-.
L’italiano ha ricevuto gran parte delle sue parole arabe con il commercio, il latino e la Sicilia, e di solito senza articolo: zucchero accanto a açúcar, magazzino accanto a armazém, cotone accanto a algodão, tutte da سُكَّر, مَخْزَن e قُطْن. Alcune parole hanno tenuto l’articolo in entrambe le lingue perché sono entrate dalla scienza: algebra e álgebra da الجَبْر, alcol e álcool da الكُحْل, alchimia e alquimia dall’arabo كِيمِيَاء con il suo articolo.
Per chi legge c’è una conseguenza pratica. Per trovare una parola portoghese in al- in un dizionario arabo bisogna prima togliere l’articolo: almofada porta a مِخَدَّة (cuscino), aldeia a ضَيْعَة (tenuta, podere), alface a خَسّ (lattuga), azeitona a زَيْتُون (olive). Senza articolo la parola araba è spesso più corta di quella portoghese.
Dove il significato è cambiato
Un prestito può somigliare alla sua fonte araba e significare altro. La dogana è il caso classico. Treccani deriva dogana da دِيوَان, «registro, ufficio», e il portoghese aduana ha la stessa origine. In arabo دِيوَان indica ancora un ufficio pubblico e anche una raccolta di poesie; la parola italiana si è ristretta all’ufficio dove si tassano le merci.
Anche l’ammiraglio si è spostato. Treccani deriva ammiraglio da أَمِير, «comandante», con una terminazione che definisce non chiaramente spiegata, e ricorda che il titolo diventò marittimo nella Sicilia normanna. Il portoghese almirante appartiene alla stessa storia. Nella parola araba il mare non c’è: أَمِير è un comandante o un principe, dalla radice أ·م·ر del comando.
Il cantiere navale ha una storia più lunga. Treccani fa risalire darsena, attraverso il genovese, e arsenale, attraverso il veneziano arzanà, a دَار الصِّنَاعَة, «casa dell’industria» o «casa del mestiere». Un’unica espressione araba è diventata due parole italiane, un bacino e un arsenale, e nessuna delle due suona più come la fonte.
Alcune parole non poggiano affatto su una radice. Il portoghese algarismo (cifra) e l’italiano algoritmo vengono da الخَوَارِزْمِيّ, il nome del matematico al-Khwārizmī, non da una radice di tre lettere. L’italiano cifra e zero, e il portoghese zero, risalgono invece a صِفْر, «vuoto; zero», una vera parola di radice. Oxalá, «speriamo» in portoghese, secondo la lista di Wikipedia viene dall’espressione araba إِنْ شَاءَ اللهُ, «se Allah vuole».
Perché italiano e portoghese hanno preso parole diverse
Il portoghese ha preso parole arabe della vita quotidiana, perché l’arabo si è parlato per secoli nella terra che sarebbe diventata il Portogallo. Le parole stanno in cucina (azeite, arroz, alface, açúcar), in casa (almofada), nel villaggio (aldeia) e sulla carta geografica. Ciberdúvidas cita Algarve da الغَرْب, «l’occidente», e Alcântara da القَنْطَرَة, «il ponte».
L’italiano ha preso le sue parole arabe lungo tre strade che Mancini indica nella Treccani: il bilinguismo stabile della Sicilia araba fra l’827 e il 1091, il commercio di Venezia, Genova e Pisa con il Mediterraneo islamico e le traduzioni latine di opere arabe di medicina, matematica e astronomia. La via del commercio ha dato magazzino, dogana, tariffa e darsena; quella degli studi cifra, algebra e alambicco. La Sicilia ha conservato l’arabo anche nei toponimi, fra cui Caltanissetta, Calatafimi e Gibellina, i cui Calta-, Cala- e Gibel- si fanno risalire in genere a قَلْعَة (fortezza) e جَبَل (monte).
Le due lingue condividono molte parole che hanno viaggiato a lungo prima che l’arabo le trasmettesse. Arancia e laranja vengono da نَارَنْج, che l’arabo aveva preso dal persiano; zafferano e açafrão da زَعْفَرَان. Per queste parole la forma araba è una tappa del viaggio, non il punto di partenza, e il metodo delle radici non si applica.
Cosa ti dà un prestito, e cosa no
Sapere che zucchero è سُكَّر aiuta a ricordare la parola araba, e sapere che tariffa appartiene a ع·ر·ف permette di intuire مَعْرِفَة la prima volta che la incontri. È un vantaggio reale, e cresce man mano che impari altre radici.
Non è ancora leggere. L’arabo si scrive da destra a sinistra, quasi tutte le lettere cambiano forma dentro la parola e i testi di tutti i giorni omettono le vocali brevi, quindi chi legge deve riconoscere le parole dalle consonanti e dallo schema. La grammatica aggiunge desinenze e accordi a cui nessun prestito ti prepara.
L’ordine utile è questo: prima l’alfabeto, poi un piccolo nucleo di parole frequenti, poi la lettura con un dizionario che mostri radice e famiglia di ogni parola. A quel punto i prestiti che già conosci diventano punti d’appoggio per intere famiglie, non semplici curiosità.
Dieci prestiti comuni e la famiglia araba dietro ciascuno
Ogni scheda riporta la parola come la scrivono l’italiano e il portoghese, in quest’ordine, poi la forma araba del dizionario di Fasaha con il significato originario, la radice e, quando c’è, un parente.
- zucchero · açúcar: سُكَّر — zucchero
- magazzino · armazém: مَخْزَن — deposito, magazzino
- tariffa · tarifa: تَعْرِيف — definizione; notificazione
- sciroppo · xarope: شَرَاب — bevanda
- cotone · algodão: قُطْن — cotone
- cifra, zero · zero: صِفْر — zero; vuoto
- algebra · álgebra: جَبْر — ricomposizione; algebra
- ammiraglio · almirante: أَمِير — comandante; principe
- dogana · aduana: دِيوَان — registro; ufficio
- olio · azeite: زَيْت — olio
| Italiano | Portoghese | Arabo | Radice | Significato arabo |
|---|---|---|---|---|
| zucchero | açúcar | سُكَّر | — | zucchero |
| magazzino | armazém | مَخْزَن | خ·ز·ن | deposito, magazzino |
| tariffa | tarifa | تَعْرِيف | ع·ر·ف | definizione; notificazione |
| sciroppo | xarope | شَرَاب | ش·ر·ب | bevanda |
| cotone | algodão | قُطْن | ق·ط·ن | cotone |
| cifra, zero | zero | صِفْر | ص·ف·ر | zero; vuoto |
| algebra | álgebra | جَبْر | ج·ب·ر | ricomposizione; algebra |
| alcol | álcool | كُحْل | ك·ح·ل | kohl, polvere fine per gli occhi |
| ammiraglio | almirante | أَمِير | أ·م·ر | comandante; principe |
| dogana | aduana | دِيوَان | — | registro; ufficio |
| — | azeite | زَيْت | ز·ي·ت | olio |
| — | almofada | مِخَدَّة | خ·د·د | cuscino |
Parole che conosci già
- zucchero ← سُكَّر (zucchero)
- cotone ← قُطْن (cotone)
- algebra ← جَبْر (algebra; riduzione (di un osso))
- alcol ← كُحْل (kohl)
- cifra ← صِفْر (zero)
- zero ← صِفْر (zero)
- ammiraglio ← أَمِير (principe; comandante)
- magazzino ← مَخْزَن (deposito, magazzino)
- giraffa ← زَرَافَة (giraffa)
- gazzella ← غَزَال (gazzella)
- giara ← جَرَّة (giara, brocca)
- tariffa ← تَعْرِيف (definizione; tariffa)
- materasso ← مَطْرَح (posto; materasso)
- sciroppo ← شَرَاب (bevanda; sciroppo)
- alchimia ← كِيمِيَاء (chimica)
- mummia ← مُومْيَاء (mummia)
- zafferano ← زَعْفَرَان (zafferano)
- tamarindo ← تَمْر (datteri (frutto))
- califfo ← خَلِيفَة (califfo; successore)
- dogana ← دِيوَان (consiglio; raccolta di poesie)
- arancia ← نَارَنْج (arancia amara)
- limone ← لَيْمُون (limone)
- tazza ← طَاسَة (ciotola, tazza)
- gelsomino ← يَاسَمِين (gelsomino)
Perché il portoghese ha più parole arabe dell’italiano?
Il portoghese è nato dove l’arabo si è parlato per secoli, quindi ha preso parole della vita quotidiana: cibo, casa, agricoltura, luoghi. L’italiano ha incontrato l’arabo soprattutto in Sicilia, nel commercio mediterraneo e nelle traduzioni latine della scienza araba, per cui i suoi arabismi si concentrano nel commercio, nel mare e negli studi.
Perché tante parole portoghesi cominciano con al- o a-?
Perché l’articolo determinativo arabo اَلْ è stato preso insieme al nome. Davanti a molte consonanti la sua l si pronuncia come la consonante seguente, da cui az- in azeite (الزَّيْت) e ar- in arroz (الأَرُزّ). Per cercare una di queste parole in arabo, prima si toglie l’articolo.
Algoritmo e algarismo vengono da una radice araba?
No. Vengono da الخَوَارِزْمِيّ, il nome del matematico al-Khwārizmī, quindi dietro non c’è una famiglia di radice. Cifra e zero invece vengono da una parola di radice, صِفْر, «vuoto; zero».
Se conosco questi prestiti, so leggere l’arabo?
Non ancora. Ti danno punti d’appoggio per il lessico, ma per leggere servono l’alfabeto, le vocali brevi che i testi di solito omettono, gli schemi delle parole e la grammatica. I prestiti rendono di più quando leggi con un dizionario che mostra le radici, perché ognuno apre una famiglia.
Fonti
- Treccani, Enciclopedia dell’Italiano — Arabismi (Marco Mancini, 2010)
- Treccani Vocabolario — tariffa
- Treccani Vocabolario — magazzino
- Treccani Vocabolario — dogana
- Treccani Vocabolario — ammiraglio
- Treccani Vocabolario — darsena
- Treccani Vocabolario — arsenale
- Treccani Vocabolario — sciroppo
- Ciberdúvidas da Língua Portuguesa — Arabismos na língua portuguesa
- Ciberdúvidas da Língua Portuguesa — Palavras portuguesas de origem árabe (F. V. Peixoto da Fonseca, 1999)
- Wikipédia — Lista de palavras portuguesas de origem árabe
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