Numeri arabi da 1 a 100: cifre, parole e pronuncia
I numeri in arabo da 0 a 100 e 1000: le due serie di cifre, ogni numero con i segni vocalici e la pronuncia, e la regola per contare.
· Scritto da Amaan
Come si scrivono e come si dicono i numeri in arabo?
L’arabo scrive i numeri con una di due serie di cifre, da 0 a 9 oppure le loro forme orientali, e li legge da sinistra a destra anche dentro un testo che va da destra a sinistra. I nomi dei numeri si costruiscono con tredici pezzi: da uno a dieci, cento, mille e la desinenza delle decine. Da 21 a 99 l’unità viene prima: 25 è «cinque e venti».
L’arabo usa due serie di cifre. Sono corrette tutte e due, e quale vedi dipende dal paese.
Le cifre vanno da sinistra a destra, anche dentro una riga che va da destra a sinistra.
Impara da uno a dieci, cento e mille, e puoi costruire tutti gli altri numeri.
Da 13 a 19 viene prima l’unità, poi dieci. Da 21 a 99 l’ordine è unità, «e», decina: cinque e venti.
Da tre a dieci il numero prende il genere opposto a quello della cosa contata.
La cosa contata va al plurale dopo i numeri da tre a dieci, e al singolare dopo ogni numero da 11 in su.
Due serie di cifre, e sono arabe tutte e due
Le cifre da 0 a 9 che usa quasi tutto il mondo si chiamano numeri arabi perché l’Europa le ha imparate dalla matematica araba. L’arabo, da parte sua, usa due serie. Marocco, Algeria e Tunisia scrivono 0 1 2 3, come fai tu. L’Egitto, i paesi del Golfo e gran parte del mondo arabo orientale stampano una seconda serie di forme, quella della seconda colonna della tabella qui sotto. In arabo questa serie si chiama «numeri indiani», dal luogo da cui viene il sistema.
Le due serie funzionano esattamente allo stesso modo: dieci cifre, valore posizionale, uno zero. Cambiano solo le forme, e per impararle basta una sera. Due provocano quasi tutti gli errori. Il cinque orientale sembra un cerchietto, e lo zero orientale è un punto. Il sei orientale sembra un sette occidentale.
Qualunque serie usi un testo, un numero si scrive da sinistra a destra. La riga va da destra a sinistra, si ferma al numero, e il numero si legge come sai già: 1948 resta uno, nove, quattro, otto. Telefoni e browser gestiscono il cambio di direzione al posto tuo.
Da uno a dieci: le parole con cui si costruisce tutto il resto
Dieci parole reggono tutto il sistema. Sono nella tabella con i loro segni vocalici, nella forma che si usa per contare ad alta voce. Quando conti, dille senza l’ultima desinenza: wāḥid, ithnān, thalātha, arbaʿa, khamsa. Nella trascrizione th è il suono dell’inglese «think», kh è una h raschiata come la «j» spagnola e sh è «sc» di «scena».
Zero si dice ṣifr. La parola è entrata nelle lingue europee due volte: come «cifra» e come «zero», forma nata in italiano e passata da qui alle altre lingue.
Da undici a diciannove: prima l’unità, poi dieci
I numeri da undici a diciannove mettono prima l’unità e poi dieci, come fa l’italiano in «tredici» e «quindici»: 13 è thalāthata ʿashar, tre-dieci. Undici e dodici hanno una prima parola tutta loro, aḥada e ithnā, e gli altri seguono lo schema senza eccezioni.
Le due metà finiscono tutte e due con una a breve fissa. Per questo sono i numeri più facili della grammatica araba: non cambiano mai desinenza, con una sola eccezione, la prima parola di dodici.
Le decine, e come si costruiscono i numeri da 21 a 99
Venti si dice ʿishrūn. Da trenta a novanta, ogni decina è l’unità con la desinenza -ūn: thalātha, tre, dà thalāthūn, trenta; khamsa, cinque, dà khamsūn, cinquanta.
Tra una decina e l’altra, l’arabo dice prima l’unità, poi «e», poi la decina. 25 è khamsa wa-ʿishrūn, cinque e venti. Il tedesco e l’olandese contano allo stesso modo.
Nel parlato sentirai di solito -īn dove la tabella ha -ūn: ʿishrīn, thalāthīn. È la stessa parola in un altro caso grammaticale, ed è la forma su cui si è assestato il parlato di tutti i giorni.
Cento, mille, e due di ciascuno
Cento si dice miʾa e mille alf. L’arabo ha il duale, una desinenza apposta per indicare esattamente due, quindi 200 è una parola sola, miʾatān, e 2000 è alfān. Da 300 in su, l’unità e il cento si dicono insieme: thalāthumiʾa.
Vedrai spesso cento scritto con un alif in più che non si pronuncia. Le due grafie sono in uso tutte e due e si leggono allo stesso modo.
La regola per contare su cui inciampano tutti
Uno e due si comportano come aggettivi. Vengono dopo il nome e si accordano con lui: «un libro» è «un libro, uno». In pratica basta il nome da solo, o il suo duale.
Da tre a dieci, il numero prende il genere opposto a quello della cosa contata. Un nome maschile vuole il numero con la desinenza femminile ة, e un nome femminile vuole il numero senza. Il nome va al plurale.
Da 11 a 99 il nome è al singolare, con la desinenza -an. Dopo cento e mille è di nuovo al singolare, con la desinenza -in. Quindi chi studia dice «tre libri», ma «venti libro» e «cento libro».
- ثَلَاثَةُ كُتُبٍ: tre libri. كِتَاب è maschile, quindi il numero ha ة.
- ثَلَاثُ سَيَّارَاتٍ: tre macchine. سَيَّارَة è femminile, quindi il numero perde ة.
- عِشْرُونَ كِتَابًا: venti libri, alla lettera «venti libro».
- مِئَةُ كِتَابٍ: cento libri, alla lettera «cento di libro».
Come impararli
Impara le cifre orientali leggendo cose vere: prezzi, numeri di pagina, la data su un sito di notizie. Impara le parole contando oggetti ad alta voce, non recitando l’elenco, così ogni parola incontra un nome.
Otto numeri che mostrano tutti gli schemi
Se sai spiegare questi otto, sai costruire qualsiasi numero fino a mille.
- Il duale: اِثْنَانِ — 2
- Da tre a dieci: ثَلَاثَةٌ — 3
- Il primo dopo dieci: أَحَدَ عَشَرَ — 11
- L’eccezione: اِثْنَا عَشَرَ — 12
- Le decine: عِشْرُونَ — 20
- Unità, e, decina: تِسْعَةٌ وَتِسْعُونَ — 99
- Cento: مِئَةٌ — 100
- Mille: أَلْفٌ — 1000
| Numero | Cifre orientali | Parola araba | Pronuncia |
|---|---|---|---|
| 0 | ٠ | صِفْرٌ | ṣifr |
| 1 | ١ | وَاحِدٌ | wāḥid |
| 2 | ٢ | اِثْنَانِ | ithnān |
| 3 | ٣ | ثَلَاثَةٌ | thalātha |
| 4 | ٤ | أَرْبَعَةٌ | arbaʿa |
| 5 | ٥ | خَمْسَةٌ | khamsa |
| 6 | ٦ | سِتَّةٌ | sitta |
| 7 | ٧ | سَبْعَةٌ | sabʿa |
| 8 | ٨ | ثَمَانِيَةٌ | thamāniya |
| 9 | ٩ | تِسْعَةٌ | tisʿa |
| 10 | ١٠ | عَشَرَةٌ | ʿashara |
| 11 | ١١ | أَحَدَ عَشَرَ | aḥada ʿashar |
| 12 | ١٢ | اِثْنَا عَشَرَ | ithnā ʿashar |
| 13 | ١٣ | ثَلَاثَةَ عَشَرَ | thalāthata ʿashar |
| 14 | ١٤ | أَرْبَعَةَ عَشَرَ | arbaʿata ʿashar |
| 15 | ١٥ | خَمْسَةَ عَشَرَ | khamsata ʿashar |
| 16 | ١٦ | سِتَّةَ عَشَرَ | sittata ʿashar |
| 17 | ١٧ | سَبْعَةَ عَشَرَ | sabʿata ʿashar |
| 18 | ١٨ | ثَمَانِيَةَ عَشَرَ | thamāniyata ʿashar |
| 19 | ١٩ | تِسْعَةَ عَشَرَ | tisʿata ʿashar |
| 20 | ٢٠ | عِشْرُونَ | ʿishrūn |
| 21 | ٢١ | وَاحِدٌ وَعِشْرُونَ | wāḥid wa-ʿishrūn |
| 22 | ٢٢ | اِثْنَانِ وَعِشْرُونَ | ithnān wa-ʿishrūn |
| 30 | ٣٠ | ثَلَاثُونَ | thalāthūn |
| 40 | ٤٠ | أَرْبَعُونَ | arbaʿūn |
| 50 | ٥٠ | خَمْسُونَ | khamsūn |
| 60 | ٦٠ | سِتُّونَ | sittūn |
| 70 | ٧٠ | سَبْعُونَ | sabʿūn |
| 80 | ٨٠ | ثَمَانُونَ | thamānūn |
| 90 | ٩٠ | تِسْعُونَ | tisʿūn |
| 99 | ٩٩ | تِسْعَةٌ وَتِسْعُونَ | tisʿa wa-tisʿūn |
| 100 | ١٠٠ | مِئَةٌ | miʾa |
| 200 | ٢٠٠ | مِئَتَانِ | miʾatān |
| 1000 | ١٠٠٠ | أَلْفٌ | alf |
I numeri da 0 a 9 sono arabi?
Il sistema è nato in India ed è arrivato in Europa attraverso la matematica araba, ed è per questo che in Europa le cifre si chiamano numeri arabi. I paesi di lingua araba usano due serie di forme per lo stesso sistema: le cifre da 0 a 9 nell’ovest del mondo arabo, e le forme orientali in Egitto, nel Golfo e a est.
I numeri arabi si scrivono da destra a sinistra?
No. Il testo arabo va da destra a sinistra, ma un numero al suo interno si scrive da sinistra a destra, con la cifra di valore più alto per prima, esattamente come in italiano.
Come si dice 25 in arabo?
Khamsa wa-ʿishrūn, alla lettera «cinque e venti». Da 21 a 99 l’unità si dice prima della decina, unita da wa, «e».
Perché da tre a dieci il numero prende il genere opposto?
È una regola della lingua classica che non ha una spiegazione logica breve: un nome maschile vuole il numero con ة, e un nome femminile lo vuole senza. Le grammatiche dell’arabo parlano di accordo inverso, o di polarità.
Perché sento ʿishrīn e non ʿishrūn?
Sono la stessa parola. La desinenza -ūn è la forma del soggetto, e -īn è la forma che si usa per un complemento oggetto o dopo una preposizione. Il parlato di tutti i giorni usa -īn dappertutto.
Mi servono le cifre orientali?
Per leggere sì, se leggi qualcosa stampato in Egitto, nel Golfo, in Iraq o nel Levante. Richiedono pochissimo tempo, e prezzi, date e numeri di pagina le usano di continuo.
Fonti
- Wikipedia in inglese, Arabic numerals (la storia delle cifre e dei loro nomi)
- Wikipedia in inglese, Eastern Arabic numerals (le forme orientali delle cifre e dove si usano)
- Unicode Standard Annex #9, Unicode Bidirectional Algorithm (perché le cifre vanno da sinistra a destra in un testo arabo)
- Wikipedia in inglese, Arabic grammar (i numerali e il loro accordo)
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